AVANGUARDIA MUSICALE DAL 1984
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Kannonau Initium Misty Circles Records / HR!SPQR Distribution Compact Disc - 11 Tracks - Time 45:59 Blow Up #127 Dicembre 2008 Un lontano CDr di cui si era detto sul BU#102 e poi nulla più per Kannonau, che si posizionano ora brandendo le armi del più maturo “Initium” nelle trincee del folk noir europeo. Come è saggia peculiarità che assimila alcuni degli italici manipoli, quel tocco morriconiano che si avverte sornionamente epicheggiante in brani quali The Human Abstract permette provvida affrancatura dai modelli di ceppo anglosassone che evidenti si intravedono in ballate comunque apprezzabili come la già nota Third Level, Dragon of Death o Death to the Weak, mentre più datatte influenze wave si percepiscono nette in Revenge e più marziali cadenze si riscontrano in Initiation. Resta probabilmente lo strumentale Canto di Lode il pezzo maggiormente pregevole, non suscitano medesimo apprezzamento la pedante La Fine dell’Uomo o la declamata Tragedia d’Amore e di Morte, succube a stilemi piuttosto consunti. Voto (7) PAOLO BERTONI ------------------------------------------------------------------------------------ Rumore #202 Novembre 2008 La narrazione dei Kannonau ha in serbo una spiccata trattazione dei temi tragici legati alla visione dionisiaca e classica dello spirito mitico, luogo in cui l’angoscia e l’eroismo collegati al senso interiore della guerra divengono strumenti d’analisi del sacro e della sua dispersione odierna (l’esempio di passaggi quali Tragedia d’Amore e di Morte, Addio! e La Fine dell’Uomo, quest’ultima sorta di tributo ai Camerata Mediolanense dell’epoca Campo di Marte). Initium da questa prospettiva riesce nell’impresa di progredire la tipica senzazione neo folk nei ranghi del dark rock surrealista e decadente (ci riferiamo ai risvolti onirici, inconsci, di quel narrare). Si colgano ad esempio Revenge o Initiation, trame che custodiscono il retaggio formale lasciato dai Christian Death di Ashes, e ben si adattano allo sviluppo folk di estrazione Death in June e Der BluthArsch. Canto di Lode, quasi in conclusione, riesce addirittura a porsi oltre, regalando un affascinante affresco acustico memore delle arcaiche lezioni di Dead Can Dance e Ataraxia. Voto (7) STEFANO MORELLI ------------------------------------------------------------------------------------ RockeRilla 15 Novembre – 15 Dicembre 2008 Martial-Folk contro la decadenza. “Initium” è il salto in avanti dei Kannonau in coerenza col proprio stile austero ed elegante, caro all’estetica neoclassica della suite epica (a tratti morriconiana) che alterna atmosfere solenni e fasi contemplative al suono dell’acustica e dei keys. Il concept di “Initium” si regge su tematiche connesse al mito delle origini, con particolare riguardo alla cultura italico-mediterranea quale retaggio ancestrale da custodire con fermezza, specie in questi tempi ultimi di anime e popoli allo sbando. Lo spleen lirico che ne scaturisce è sintonia notturna di cifre drammatico/sacrali, di scosse interiori ed incendi percussivi riversati in 11 lied dai forti contrasti, come quadri pesanti di musica e parole, sogni ed incubi, eroi ed antieroi colti al tramonto della storia. Voto (8/10) ALDO CHIMENTI.
Les Jumeaux Discordants - Les Jumeaux Discordants E.P. (Misty Circles / HauRuck! SPQR) Another fine example of intellectual mixtures of classicism and ritual, multi-lingual poetry, captivating darkness all around. Les Jumeaux Discordants hail from Northern Italy and belong to that area of experimentalism made of multi-lingual exploration paired with cold-wave and infected with bits of classicism and ritualism. The kind that spells spiritual elevation, or so. The mood is dominated by captivating female vocals ranging from recitation to liberating chants, while the music around it offers a calculated minimalism offering soul-lifting solemnity in sinister surroundings. The duo work well on building legacy atmospheres -they are not quite retro (yet!)- bringing back to the modern days sounds and feelings long lost in the rat-run the life has generally been turned to. A nice hint of horror cinematic themes opens a further door to those into the sinister for the simple sake of it, the linear escapism through the front door. There's a lot of skewing punch packed in the 26 minutes of this EP, a mere recommendation to check this out does not really do justice to the power emanated by this work. Looking forward to live show
Intervista tratta da: http://www.erbadellastrega.it/
Scambiamo quattro chiacchiere con una delle realtà più interessanti del panorama italiano attuale...
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01 Prima di Tutto presentatevi ai lettori di Erba Della Strega
Les Jumeaux Discordants è un progetto nato nel 2005 dall’unione di due progetti preesistenti: The Last Hour di Roberto Del Vecchio e Aimaproject. Il primo è un progetto strettamente musicale, mentre il secondo è un progetto nato nel 1996 e operante in diversi ambiti espressivi: poesia, fotografia, multimedia. Pertanto, il progetto Les Jumeaux Discordants presuppone una forte interazione tra poesia, immagine e musica. Forte è anche la predisposizione nel rappresentare cinematograficamente le poesie che sovente sono utilizzate per i testi che sono visionari e sondano la vasta gamma di sentimenti umani e che, inevitabilmente, si scontrano con la contraddittorietà della vita. Tuttavia, Les Jumeaux Discordants è ascensione, è una presa di coscienza del terreno, volta però al superamento delle miserie umane per mezzo degli unici strumenti che ogni essere può considerare intimamente liberi: la mente e lo spirito. La considerazione tripartita di carattere alchemico dell’essere umano tende a creare sentimenti contrastanti così resi oltre che poeticamente, anche musicalmente.
Aimaproject: Ci siamo conosciuti da poco, in realtà, nel 2005 al concerto dei Dead Can Dance a Milano. Roberto aveva appena pubblicato il suo brano del progetto solista (tuttora in corso) The Last Hour sulla compilation Flowers made of Snow della CMI, compilation che io non avevo ancora ascoltato e che lui mi ha spedito in seguito. Il suo brano Into Empty Depth, tra i tanti, insieme a quello degli Ordo Rosario Equilibrio, era stato l’unico che mi aveva realmente colpito per l’atmosfera avvolgente e il testo estremamente romantici. Così quando abbiamo cominciato a colloquiare relativamente ai suoi allora attuali progetti, ho avuto modo di sentire cosa stava producendo. Così, dal mio lato, spedendogli alcuni miei progetti Roberto mi disse che c’era una base sulla quale avrebbe visto bene la mia voce. In breve ebbi la base e in breve tempo nacque Malédiction. Intanto io stavo preparando un reading e quindi Le Destin di Gérard de Nerval. Il reading lo feci sopra Octopus dei Current 93, ma era chiaro che a breve sarebbe stato da lui musicato. Pertanto, se Malédiction era nata dalla base al cantato, Le Destin aveva vissuto il processo inverso. E poi il resto venne automaticamente!
02 Secondariamente un pò di storia
Le nostre storie sono individuali, ma intense ed è forse questo che traspare dal nostro genere, non pienamente classificabile, ma profondamente riconducibile a due correnti precise: Roberto ha un passato che pone le sua mura portanti nel gothic e nell’ambient.
Aimaproject: Per quanto mi riguarda, come Aimaproject, ho sempre collaborato per progetti strettamente sperimentali, sia a livello di testi, che di concept. Le mie prime sperimentazioni risalgono al 1997, quando ho cominciato a fare lavoro sulla voce per reading e teatro. Questo credo traspaia molto dal mio modo di lavorare che non è propriamente melodico.
Ho constatato sin da subito quanto la musica, la melodia, aggiungessero alla mia interpretazione: suoni e interpretazioni risultano spesso troppo ostici all’ascolto rischiando di divenire ascolti di nicchia, ad ogni modo questo progetto lo sto portando avanti parallelamente con Icydawn, col quale ho prodotto un’ulteriore versione di “Nursery”, la ghost track, per intenderci, che tanti scambiano come prolungamento di The White Room che è invece un solo strumentale di Roberto.
Questa si trova sul mini cd “Il Tagliacarte, L’Angelo, I Fantasmi” Prodotto dalla SMYW (Show Me Your Wounds).
Roberto: Il mio passato è legato al nome Gothica. Dopo lo scioglimento avvenuto agli inizi del 2004, ho dato vita al progetto The Last Hour. Nel 2005, sono entrato nel magico mondo di Aimaproject e ne sono rimasto affascinato. Ho trovato subito interessante l’idea di unire la mia musica con le sue capacità interpretative. L'unione dei nostri due stili “discordanti" ha generato un qualcosa di unico, particolare.
03 Oltre alle liriche di Almaproject vi siete avvalsi dell'utilizzo di poemi di Gerard De Nerval e Sallustio. Francese, inglese, latino. tre lingue in cinque brani. Come mai questa scelta?
Aimaproject: Un brano di LJD non nasce sempre nel medesimo modo, come ho scritto sopra a proposito di Malédiction e Le Destin. E’ chiaro che, per esempio, Le Destin, di un poeta francese, ho trovato consono interpretarlo in francese. Questo mi ha fatto scoprire le potenzialità di questo idioma. Il francese ha potenzialità ambivalenti: essendo una lingua molto musicale e anche molto elegante, mi ha permesso di giocare molto sul contrasto tra interpretazioni eleganti o più graffianti. E’ chiaro che con l’inglese, per esempio, tutto questo non sarebbe stato possibile. Il latino è stato scelto per Almus Spiritus semplicemente perché Sallustio scriveva in latino. La mia formazione classica mi ha permesso di giostrarmi anche sul latino, quanto a scelta del testo e del concept. Betrayed Bride era già nato dieci anni prima in inglese e così è rimasto. E’ chiaro che se ora dovessi scegliere una lingua preferenziale questa sarebbe il francese per i motivi sopra esplicitati. Però vorrei precisare un’altra cosa: la scelta della lingua non è solo legata al mantenimento del testo originale (vedi De Nerval o Sallustio), infatti anche dove i testi sono miei, sono intervenuta in una spietata decostruzione del testo originale, distruggendone sintassi e musicalità (i testi originali sono ovviamente in italiano) a favore di una interpretazione essenzialmente destinata alle musiche di Roberto. Il prossimo potrebbe essere in greco antico, omaggio ad una civiltà che adoro e con una storia e cultura che potrebbero insegnare molte cose all’inciviltà contemporanea.
04 ascoltando la vostra musica non si possono evitare visioni apocalittiche. Qual è la vostra visione del mondo in cui viviamo?
Aimaproject: è una domanda molto complessa, questa. Credo personalmente che non si lavora sullo spirito, il mondo in cui viviamo non può che peggiorare sempre di più e per far questo è chiaro che chi governa deve dare modo alla spiritualità di essere coltivata. Ma è chiaro che il mondo và piuttosto in senso opposto.
Una volta ero outsider per autocompiacimento (sapete come accade quando si è adolescenti, la sensibilità spesso si traduce così); oggi mi trovo ad essere outsider senza volerlo essere, perché sostanzialmente tutto ciò che non ha la velocità della luce, tutto ciò che non è in disfacimento già prima di essere vissuto, sostanzialmente non ha valore. E’ il valore che è morto, in tutte le sue accezioni. Così la Vita, con la V maiuscola è spesso una vita interiore e tutta individuale. Ma come animale sociale, questo è inaccettabile.
Roberto: Quando gli uomini hanno l'audacia di superare i limiti della misura, vengono castigati senza pietà. Dalla follia dell’uomo ci si può aspettare di tutto. Viviamo in un mondo assurdo ed è veramente difficile riuscire ad adeguarsi all’assurdità di questa esistenza. La musica e l’arte sono il mio rifugio, mi aiutano a sognare e ad avvicinarmi alla spiritualità e alla vera bellezza.
05 così come le vostre musiche sono dense, prive di spiragli, anche i vostri testi sembrano non lasciare molto spazio alla luce...
Aimaproject: Non è esattamente così: questi testi terminano sempre con uno squarcio di luce, che è poi la reazione ed operazione salvifica individuale. I testi sono molto aggressivi, superomistici. Tuttavia non si tratta della sublimazione di una rabbia qualsiasi, ma di una rabbia realmente vissuta.
Anche voi siete italiani, anche voi sapete cosa stiamo vivendo. Non so quanto all’estero possano comprendere questo coinvolgimento. Noi non recitiamo una parte, purtroppo.
06 Ho trovato molte venature nei vostri brani, ma nessuna influenza precisa. Cosa o chi vi ispira mentre componete un brano?
Roberto: Traggo ispirazione non solo dalla musica che ascolto, ma anche dalle sensazioni provocate dalla vita e da tutto ciò che mi circonda. La mia musica nasce dal profondo dell’anima. Attraverso la musica comunico con l’universo intero, trasmettendo le mie emozioni. Io e Aimaproject siamo complementari, le mie musiche si uniscono alla sua voce e si completano.
07 non avendo avuto la possibilità di vedervi onstage, descrivetemi come sono LJD dal vivo...
Aimaproject: il feedback è stato molto positivo e nonostante l’organizzazione sia stata da parte dell’Associazione che ci ha ospitato, a dir poco penosa, con la nostra forza e convinzione abbiamo raggiunto una potenza molto coinvolgente, sia per la musica che per l’espressività.
08 Quali obiettivi vi ponete come singoli e come band per i prossimi anni?
Aimaproject: Abbiamo progetti sia singolarmente che come LJD. E questo credo sia ancora positivo per non arenarci in uno stile, in un sound. Così entrambi portiamo sempre cose nuove da esperienze diverse. Per quanto mi riguarda sto preparando un lavoro concentrato sul tema della follia che, come ho già detto, ha avuto il suo primo esordio con il mini cd “Il Tagliacarte, L’Angelo, I Fantasmi” Prodotto dalla SMYW (Show Me Your Wounds).
Per intenderci: si tratta di testi come Nursery e Stati Ipocondriaci, testi dove si può respirare a pieni polmoni la decomposizione corporea e mentale.
E’ un lavoro molto difficile da vivere, alcune volte mi fa paura.
Poi collaboro anche con Roberto sul suo progetto The Last Hour e ho qualche richiesta di collaborazione che tengo però ancora misteriosa, per il momento: non dire gatto se non ce l’hai nel sacco, no?
Certo, la primaria importanza è l’uscita del CD di LJD e nuove creazioni con Roberto.
Roberto: Per il momento, ho come obiettivi di pubblicare il primo CD del progetto LJD e del mio progetto solista The Last Hour. Per il futuro, creare nuove sperimentazioni con Aimaproject.
09 progetti a breve termine?
Aimaproject: Il CD e poi i live, abbiamo molto da dire.
10 le ultime sono per voi
Aimaproject: Italiani! Dove siete???
Roberto: “Bisogna fare la propria vita, come si fa un’opera d’arte” Gabriele D’Annunzio
Bologna, 25 giugno 2008
Agli organi di informazione
Loro Sedi
COMUNICATO STAMPA
BOLOGNETTI 2008
Vicolo Bolognetti 2 - BOlogna
Post Contemporary Corporation
Ultimo concerto a Bologna
Venerdì 4 Luglio ore 21.30
Zekkini: voce, xilofono di bambù, campanelli
Giulio Sangirardi: chitarra elettrica, teremin
Antony Othi: laptop.
Grande serata con Post Contemporary Corporation che presenterà il nuovo 12” "Manzotin Mantra", edito da Musica di un Certo Livello/ Misty Circles; è una compilation di remix del suddetto brano, reinterpretato da una scelta schiera di band che si è avvicinata nel tempo all’ideale postcontemporaneo: TourdeForce, Sandblasting, Obsil, Der Feruerkreiner, Sandro Codazzi, Malato e Spiritual Front.
Presente inoltre un documento eccezionale per la sua rarità: un estratto del comizio postcontemporaneo tenuto a Milano Marittima nel 2007 davanti ad una folla entusiasta di patrioti.
Anche quest’anno, il flusso magnetico emanato dalla barbarie verbale e sonica della PCC creerà un'atmosfera di catarsi cosmica tale da trasformare il concerto in un mini rave, o ancor meglio in un'adunata di visionari e psiconauti.
L'addetto stampa
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Les Jumeaux Discordants se formó durante el año 2005 en Italia, y es el resultado de la unión de dos proyectos independientes entre sí. Roberto Del Vecchio es frontman de The Last Hour, un proyecto que ha conseguido asomar la cabeza en un par de recopilatorios del género neofolk y experimental, entre los que destacan “Flowers Made Of Snow”, un doble CD editado por Cold Meat Industry. Por otro lado, Aimaproject era otro proyecto existente desde 1996 que había cultivado hasta el momento diversos campos del arte y la expresión, como pueden ser la fotografía, la poesía o la música. El resultado de la unión de ambos ha sido lo que hoy se nos presenta, Les Jumeaux Discordants.LES JUMEAUX DISCORDANTS avait pour privilège d’entamer la série de concerts. Bien qu’arborant un nom francophone, ce projet est italien. C’est un projet récent (2005), né de la fusion de deux autres existants à savoir AIMAPROJECT et THE LAST HOUR. Symbiose entre l’expressif – Aimaproject travaille également sur la poésie et possède son propre studio de photographie – et la musique sombre et menaçante de Roberto Del Vecchio (The Last Hour et Gothica), Les Jumeaux Discordants distille une musique froide et dérangeante, avec une impression de fragilité en toile de fond, sous la menace d’une atmosphère pesante et rituelle.
Ils commencèrent avec le profond « Malédiction », histoire de bien nous plonger dans l'ambiance, et fut suivi par l'angoissant « Le Destin ». Les transalpins, avec leur musique rituelle constituée de boucles simples mais très efficaces, sont d’ailleurs souvent cités comme une sorte de relève au groupe culte The Moon Lay Hidden Beneath a Cloud. Bien que facile, la comparaison avec ce dernier n’en est pas moins logique : on retrouve le coté mystique et récitatif, magnifié par la voix froide et troublante d’Aimaproject. La suite fut composée de « Être », puis « The White Nursery », tiré du split ICYDAWN/AIMAPROJECT Il Tagliacarte - L’Angelo - I Fantasmi, split réalisé avec le projet tessinois ICYDAWN. L'excellent « Almus Spiritus » clôtura le set du premier live en mettant la barre assez haut pour la suite et cela pour notre plus grand plaisir.
www.myspace.com/lesjumeauxdiscordants
La Misty Circles con grande Orgoglio vi informa che .........
Tratto dal referendum di Ritual 2007
BAND / ARTISTA ESORDIENDE
Migliore
AngelSpit
The Horrors
FaderHead
Rome
SpectraParis
Peggiore
Tokyo Hotel
Jesus On Extasy
LadyTron
FrightDoll
ZombieGirl
Molti voti positivi anche per Edge of Dawn, Asbury Heights, e Emily Autumn.
Fra le band Italiane citate anche Hexperos, MALATO, Phoenix & the Oracle, A Toys Orchestra.
Ancora una volta abbiamo fatto Centro nel panorama della musica sotterranea italiana.
Recensione tratta da http://www.erbadellastrega.it/

Recensione tratta da http://www.vampiri.net/
Recondita stirpe
di Gabrielle de Lioncourt
Per inviare nuovo materiale da pubblicare, clikkare qui
Non sono una "critica musicale" e neppure capisco molto di musica, come dico spesso vado a "pelle" quello che mi colpisce di questo CD � la voce calda sensuale e malinconica su una musica dura, marziale che "stona" con essa. Proprio questo stridente contrasto, accompagnato dalla tromba che ricorda i vecchi film di Sergio Leone sono gli ingredienti che mi hanno fatto apprezzare queste canzoni.
Ma non c'è tensione in questo suono, semmai rassegnazione e tormento.
Nella main song, Devotion, non siamo all'inizio di un duello con le pistole sotto il sole cocente, ma ci troviamo con la mente di fronte alla conta dei cadaveri, all'immagine di un forte Alamo distrutto, ascoltando il lamento dei moribondi, passeggiando accanto ad essi respirando l'odore del sangue.
I Recondita Stirpe riescono in questa opera "evocativa" in cui si sente fortemente la mano ispiratrice del "maestro" Ennio Morricone.
Ai più può sembrare una scelta "strana", non propriamente "dark", ma chi scrive vuole enfatizzare le immagini evocate dai brani di questo combo genovese che si affaccia sulla scena musicale dopo significative e importanti esperienze dei suoi componenti.
Inoltre è da apprezzare la componente strumentistica, numerosa e variegata che non toglie nulla al senso di oppressione, tutt'altro, lo valorizza in qualcosa di, se non proprio nuovo, quantomeno originale nel rapimento dell'ascoltatore in questa passeggiata marziale e cadenzata.
Un pezzo come questo sicuramente fa pensare alla maggior parte degli ascoltatori che di "gothic" ne esiste più di un tipo.
Eppure, resta l'unico termine per classificare un tipo di atmosfera semplice, ma carica di sensazioni e malinconia che pochi pezzi riescono ad esprimere.
Il lavoro dei Recondita Stirpe è sicuramente per intenditori, per chi sa apprezzare la ricerca di atmosfere e il tocco quasi "popolare" che questi musicisti hanno voluto dare alle loro creazioni.
La ricerca dell'assonanza delle due voci con una musica resa volutamente ripetitiva che tende a trasportare l'ascoltatore, lascia trasparire uno studio alla base del folk-goth della band genovese, studio che si radica nelle usanze e nelle sonorità dei popoli europei, non disdegnando una composizione che evoca immagini, aspetto tipico di molte colonne sonore.