AVANTI SI VADA!

Il blog del movimento situazionista Circolo della Vela, in guerra perenne per il trionfo del Bello.

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domenica, giugno 29

 

 

Bologna, 25 giugno 2008

 

 

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COMUNICATO STAMPA

BOLOGNETTI 2008
Vicolo Bolognetti 2 - BOlogna

 

Post Contemporary Corporation

Ultimo concerto a Bologna

 

Venerdì 4 Luglio ore 21.30

 

 

Zekkini: voce, xilofono di bambù, campanelli

Giulio Sangirardi: chitarra elettrica, teremin

Antony Othi: laptop.

 

Grande serata con Post  Contemporary Corporation che presenterà il nuovo 12” "Manzotin Mantra", edito da Musica di un Certo Livello/ Misty Circles; è una compilation di remix del suddetto brano, reinterpretato da una scelta schiera di  band che si è avvicinata nel tempo all’ideale postcontemporaneo: TourdeForce, Sandblasting, Obsil, Der Feruerkreiner, Sandro Codazzi, Malato e Spiritual Front.
Presente inoltre un documento eccezionale per la sua rarità: un estratto del comizio postcontemporaneo tenuto a Milano Marittima nel 2007 davanti ad una folla entusiasta di patrioti.
Anche quest’anno, il flusso magnetico emanato dalla barbarie verbale e sonica della PCC creerà un'atmosfera di catarsi cosmica tale da trasformare il concerto in un mini rave, o ancor meglio in un'adunata di visionari e psiconauti.

 

 

L'addetto stampa

Postato da: CircoloDellaVela a 19:23 | link | commenti |

sabato, giugno 28


"LJD" es un trabajo de Les Jumeaux Discordants editado en Misty Circles & SPQR (Ref: MCR65) en 2008.
Interpretado por Roberto Del Vecchio en composición y sonido & Aimaproject letras y voz desde Italia y navega entre los estilos Dark Folk & Ritual y tiene una duración de 26,00 minutos.
Enlaces Relacionados: Les Jumeaux Discordants & Les Jumeaux Discordants MySpace & Misty Circles & SPQR
Valoración: 8 sobre 10
Este material lo puedes encontrar en:
  Rara Avis
   

      Lo primero que me llamó enormemente la atención del primer trabajo de este dúo italiano, conocido como Les Jumeaux Discordants, fue el engañoso formato en el que presentan su mini CD, utilizando una carpetilla que posee las mismas dimensiones que un vinilo de siete pulgadas. Sobre la portada de fondo negro reposan dos perfiles simétricos definidos en color plata, enfrentados por su propio reflejo, separados por la presencia central de una daga, delimitados por la esencia del círculo.

Misty Circles ha sido considerado uno de los sellos pioneros dentro del poco cultivado subgénero Ritual. Ya en 1984 los también italianos Ain Soph, precursores indiscutibles de esta tendencia y creadores del sello, editaban su primera cassette bajo esta referencia discográfica. Todo lo que Misty Circles ha lanzado al mercado hasta hoy día –que no ha sido mucho- se caracteriza por ser mortalmente oscuro, hierático y mágico. Les Jumeaux Discordants también lo son. Resulta impactante comprobar cómo se rescata del olvido lo que los propios creadores del ritual han abandonado con el paso del tiempo.

Les Jumeaux Discordants se formó durante el año 2005 en Italia, y es el resultado de la unión de dos proyectos independientes entre sí. Roberto Del Vecchio es frontman de The Last Hour, un proyecto que ha conseguido asomar la cabeza en un par de recopilatorios del género neofolk y experimental, entre los que destacan “Flowers Made Of Snow”, un doble CD editado por Cold Meat Industry. Por otro lado, Aimaproject era otro proyecto existente desde 1996 que había cultivado hasta el momento diversos campos del arte y la expresión, como pueden ser la fotografía, la poesía o la música. El resultado de la unión de ambos ha sido lo que hoy se nos presenta, Les Jumeaux Discordants.

Este primer CD está compuesto por seis cortes que mantienen un clima frío y de base preponderantemente ritualística. En ellos abundan melodías mágicas y endiabladas que configuran climas de expectación y terror. Muy destacable resulta la aportación de Aimaproject, su voz otorga un toque cabalístico a los temas muy parecido en ocasiones al ideado por Alzbeth en TMLHBAC hace ya más de diez años.

Destacable ante todos los demás resulta su cuarto tema, ‘Être’, que sintetiza perfectamente el espíritu que este dúo quiere transmitir. Como dato curioso se puede apuntar que el texto de ‘Le Destin’, su quinto corte, pertenece a un poema de Gérard de Nerval, escrito a mediados del siglo XIX. Pero esto no termina aquí, puesto que ‘Almus Spiritus’, recitada íntegramente en latín, no es ni más ni menos que un fragmento perteneciente a la “Conjuración de Catilina” de Salustio, uno de los textos más utilizados por los profesores de lenguas clásicas para realizar ejercicios de traducción.

Nos encontramos ante un gran proyecto que acaba de presentar un trabajo magno. La única carencia ha sido su escasa distribución, este trabajo ha sido limitado a tan sólo 100 copias, por lo que los interesados deben darse prisa en conseguirlo.

Postato da: CircoloDellaVela a 20:31 | link | commenti |

martedì, giugno 24

RECONDITA STIRPE/EGIDA AUREA

Tradizione e Identità

RECONDITA STIRPE/EGIDA AUREA

di Michele Viali (foto: Roby Maestrini)

Raccogliere i nomi di Recondita Stirpe ed Egida Aurea in un'unica intervista non rende forse al meglio l'importanza dei due giovani progetti, ma dato che entrambi sono capitanati e nascono dalla mente di Diego Canchero, abbiamo colto l'occasione per chiedere a lui e agli altri componenti delucidazioni riguardo passato, presente e futuro delle due band. Dal nostro incontro emerge, come già sottolineato nel titolo, l'importanza della Tradizione, intesa come recupero di sonorità italiche di provenienza popolare, ma anche di estrazione colta e cantautoriale legata al retroterra genovese, ottimamente incastonate in un impianto che si ricollega al filone neofolk europeo. Ma il recupero della Tradizione si esplica anche attraverso il bisogno di riappropriarsi di alcuni valori che l'uomo moderno va progressivamente perdendo. Per tali motivi si avverte, soprattutto in Recondita Stirpe, la necessità di riacquistare un'Identità vanificata sempre più da quella pericolosa letargia di cui ci parla Christoff (cantante e autore dei testi), figlia dei tempi moderni che stanno spegnendo "qualsiasi tipo di attività neurale". Concetto ripreso anche da Egida Aurea, progetto capace di rievocare il passato come pochissimi altri hanno saputo fare (l'accostamento agli Ianva di "Disobbedisco!" sembra essere l'unico possibile), ma anche di trasmetterci un senso di opposizione fiera e costruttiva ad un presente assai discutibile. Evitando qualsiasi luogo comune e con estrema disponibilità e perizia, Christoff, Guglielmo Amore e Diego Banchero spiegano qui di seguito l'essenza principe che muove Recondita Stirpe ed Egida Aurea.

RECONDITA STIRPE/EGIDA AUREA

"È in atto un assalto mediatico-globalizzante che ci sta narcotizzando: siamo continuamente sviati da illusionisti professionisti e tele-prestidigitatori che ci manovrano come marionette, decidendo dove, come e quando comprare, vivere e fare ciò che loro vogliono. Siamo così immersi in questa telecrazia da non accorgerci di come il mondo stia andando alla deriva, completamente senza guida. Chi si rende conto di ciò, chi è consapevole di quanto accade, ha il dovere di smascherarlo. Siamo in effetti di fronte ad un bivio epocale, e credo che le cose siano destinate a cambiare entro breve tempo."
(Christoff)

 

RECONDITA STIRPE/EGIDA AUREA

"Se quest'epoca dovesse finire o se i cambiamenti in atto dovessero portare ad un'esistenza meno sicura per tutti, saremmo in grado di reagire come un cane pastore che attacca senza esitazione i lupi per salvare il proprio gregge? Questo è un interrogativo che dovrebbe già di per sé aiutare, per coloro che se lo pongono, a comprendere l'importanza di non abbandonarsi al torpore... alla letargia, insomma."
(Diego Banchero)

 

RECONDITA STIRPE/EGIDA AUREA

"Termini come 'memoria condivisa' o 'memoria collettiva' sono tornati ad imperversare nel nostro paese come altrove, sbandierati alla stregua di slogan promozionali da supermarket col solo scopo di raccontare una Storia di comodo opportunamente dotata di luci ed ombre, con la tranquillità che il cittadino medio non si preoccuperà mai di approfondire le questioni importanti e spinose di proprio pugno, se non per pigrizia intellettuale, sicuramente per non intercorrere nell'eretica negazione delle cosiddette 'verità ufficiali'."
(Guglielmo Amore)

 

 

http://www.reconditastirpe.com/

http://www.hauruckspqr.com/

Postato da: CircoloDellaVela a 12:58 | link | commenti |

Recensione tratta da http://www.eutk.net/

Recondita Stirpe - Nessuna Letargia


Copertina Mi rendo conto benissimo che questi nostrani Recondita Stirpe non sono proprio il classico gruppo che si trova sulle pagine digitali di Eutk.net, proprio per la loro natura artistica lontana km dal più remoto concetto di Heavy Metal. Questo comunque non dovrebbe essere un freno all'apertura mentale di un appassionato di musica. Recondita Stirpe è quasi un collettivo (e qui si potrebbero fare rodere...) di musicisti che fra sinuose aperture acustiche/folk trascinano l'ascoltatore nella ricerca/riscoperta di un certo modo di fare cultura, fra letteratura, storia e un certo esoterismo velato e mai troppo manifesto. Qualcuno di voi sicuramente conoscerà gli Ataraxia, oppure gli Argine, ecco forse questi due complessi possono contribuire almeno in un primo momento a farvi intuire di cosa sto parlando, anche se in un secondo momento con un'analisi più dettagliata le differenze concettuali fra queste band sono molte, e marcate. Pur essendo un disco omogeneo a livello stilistico questo Nessuna Letargia offre al suo interno varie sfaccettature, partendo dalla anthemica Notturni Rivali, per poi passare attraverso Il Sibilo Di Giano, per non parlare di La Malia Dei Sensi, che con le sue movenze assume quasi accenti popolari, stesso discorso vale per Pestilentia. Come ho già detto ad inizio recensione avvicinarsi a questi Recondita Stirpe non è facile, ma chi ha avuto qualche contatto con il Neo-Folk di Death In June, primi Der Blutharsch non credo avrà molte difficoltà nell'apprezzare anche loro.

Genere: Folk / Ambient
Anno di uscita: 2008
Durata: 43 min.
Tracklist:

  1. DANS LA CHAMBRE
  2. NOTTURNI RIVALI
  3. IL SIBILO DI GIANO
  4. THE MARCH OF THE INVISIBLE LEGION
  5. DOVE SEI?
  6. THE FALLING SUN
  7. LA MALIA DEI SENSI
  8. PESTILENTIA
  9. LOST COMPANIONS
  10. NESSUNA LETARGIA
  11. INVASION
  12. CADUTI

Line up:

  • Diego Bachero: bass, keyboards, synth, programming
  • Christoff: vocals
  • Carolina Cecchinato: vocals
  • Mirko Giorgini: classic guitar, acustic guitar
  • Guglielo Amore: percussion
Recensione a cura di
Andrea 'BurdeN' Benedetti

VOTO: 7,5

Postato da: CircoloDellaVela a 12:38 | link | commenti |

Recensione tratta da http://www.erbadellastrega.it/

RECONDITA STIRPE - NESSUNA LETARGIA

Hau Ruck SPQR 2008

Dopo il mini omonimo uscito due anni fa (e recensito in ritardo su queste pagine a inizio anno), il combo genovese arriva finalmente al debutto su lunga durata, e non posso che accogliere positivamente quest'avvenimento. Il giudizio positivo che avevo nutrito nei confronti dell'ep è qui confermato e rafforzato, e non credo di esargerare dicendo che i Recondita Stirpe possono essere tranquillamente considerati tra i pochi eredi di un certo tipo di neofolk, genere che dopo un periodo di sovraesposizione è poco a poco imploso a causa della carenza di idee. idee che non mancano ai nostri, che reinventano ad ogni passaggio gli stilemi già percorsi in precedenza da altri. I clichè ci sono tutti (tamburi marziali, chitarre acustiche vs fisarmoniche, voci epicheggianti...), ma non vengono abusati e diventano semplicemente un mezzo per esprimersi. Il tango "La Malia Dei Sensi" ad esempio è un brano che sembra già essere stato scritto milioni di volte, eppure non si può fare a meno di amarlo e riascoltarlo,  così come Invasion o Pestilentia. Un album che parte un pò in sordina a mio avviso, ma che dalla metà in poi prende il volo. Le ultime sei tracce segnano il percorso da seguire dei nostri, che potrebbe in breve tempo portarli nel gotha del Neofolk di classe, grazie anche ad un lirismo ispirato e pungente, non privo di ironia, che è il vero perno sul quale ruota il fascino e la magia dei RC. Un ottima prova, un debutto su lunga durata che fa ben sperare per il futuro.

Max1334

Postato da: CircoloDellaVela a 12:33 | link | commenti |

venerdì, giugno 20

Recensione tratta da http://www.filthforge.altervista.org/



 

RECONDITA STIRPE

"Nessuna Letargia"

Hau Ruck! SPQR - 2008

CD - 1000 copies

 

After the well-received and extremely limited debut EP of two years ago, here comes Recondita Stirpe's official first full-length, still released under the insignia of Hau Ruck! SPQR. Since the first chords of opening "Dans La Chambre", the listener easily realizes that Diego Banchero's band has made a large improvement since the first recordings, and the following eleven songs show even more the excellent level achieved by all members. Christoff's and Carolina Cecchinato's voices are exciting, both as solo and together, while the music perfectly swifts between epic marches, exalting battle hymns, all-consuming Mediterranean ballads and popular chants, showing all the musician's great skill and talent.

This time, the band decided to sing most of the lyrics in their native Italian, apart from the aforementioned "Dans La Chambre", in French, and "The Falling Sun", in English. The other two Anglo-Saxon titles, "The March Of The Invisible Legion" and "Invasion", are actually instrumental pieces, excellent ones by the way, possibly the best examples of the Genova group's mastery with their instruments. "Notturni Rivali", "Il Sibilo Di Giano", "La Malìa Dei Sensi", "Pestilentia" are the most convincing songs, with their powerful, epic and flaming melodies, but the whole CD is set on high standards, without any truly weak moment.

Recondita Stirpe are among the few bands able to go beyond neofolk stereotypes and forge a personal style, playing music that is a charming encounter of ancient and modern, of 70s' progressive folk rock with traditional chants and popular ballads. Much like their town fellows IANVA, they also manage to conquer a wider European and worldwide audience even singing most of the lyrics in their native language. "Nessuna Letargia" is a highly recommended listening experience, together with Diego Banchero's equally exciting side-project Egida Aurea.

- Simon V.

Postato da: CircoloDellaVela a 19:22 | link | commenti |

lunedì, giugno 09
Recondita Stirpe - Rumore

Cover RECONDITA STIRPE


Rumore #197 Giugno 2008
Recondita Stirpe
Nessuna Letargia
HauRuck/SPQR

Voto 7

Anche l'esordio dei Recondita Stirpe confermando una tendenza prettamente italica, mira a condurre la tipologia dell'estetica NeoFolk (con il suo background tradizionalista ed eroico, oltreché rivoluzionario) nella rivendicazione di una sensibilità sonora mediterranea che non teme riadattamenti di linguaggi quali il tango (Il Sibilo di Giano, sorta di inno verso unità spirituale corroborata dalla precarietà contemporanea, ma sopra tutti La Malia dei Sensi), la melodia esistenziale francese, o la "strofa agreste" di De Andrè.
Nessuna Letargia possiede un gioco efficace proprio a causa di questa identità, onestamente donata pur tenendo a mente le origini wave del suo ceppo ( Death In June, Sol Invictus e Diaframma, si vedano The March of Invisible Legion, Lost Companions o The Falling Sun) e figlia della minuziosa ricerca di questi anni operata da Camerata Mediolanense (la marcia melanconica di Dove Sei?), Spiritual Front e IANUA.

(Stefano Morelli)

Postato da: CircoloDellaVela a 14:19 | link | commenti |


Recensione tratta da http://www.chaindlk.com/

Artist: RECONDITA STIRPE info {at} reconditastirpe {dot} com ]
Title: Nessuna Letargia
Format: CD
Label: HauRuck! SPQR info {at} hauruckspqr {dot} com ]
Rated:

With a title that sounds like a calling to action NESSUNA LETARGIA ("Any lethargy") is the debut album by Recondita Stirpe. The band coming from Genova is also active as Egida Aurea (I think they differ of only one or two band members) but the sound of Recondita Stirpe is a little more folk than neo-folk ("La malia dei sensi" sounds like an Italian tango). Some of their songs recalled me the atmosphere of the partisan's songs as well the traditional Italian communist songs. Acoustic guitars, accordion, percussions and choruses are the main characteristics of the band's sound which succeed into blending melancholy and strength. Lyrics, in my opinion, have a lot of importance because by reading them while listening to the music you have a different experience: is like they enhance the whole atmosphere. Musically I prefer Egida Aurea but I can't deny the force and the honesty that you feel by listening to NESSUNA LETARGIA.

Review by: Maurizio Pustianaz

Postato da: CircoloDellaVela a 14:17 | link | commenti |

giovedì, giugno 05
Egida Aurea

Recensione tratta da: http://www.oriononline.info/

Egida Aurea: “Storia di una rondine”


di VKK

 

Egida Aurea: “Storia di una rondine” MCD [Wolf Age Records]

Mini-CD di esordio per gli Egida Aurea, progetto nato a Genova per volontà di Diego Banchero e Carolina Cecchinato, entrambi già militanti tra le fila di Recondita Stirpe.

I nostri si presentano al pubblico della scena neofolk, e non solo, con quattro tracce veramente degne di nota, da cui si evincono personalità e capacità compositive di un certo livello. Il neofolk proposto, dalle forti tinte marziali sia dal punto di vista strettamente musicale che concettuale, li avvicina in parte alle soluzioni che hanno reso celebre la Camerata Mediolanense e li rende decisamente appetibili anche a chi, pur non “politicamente schierato”, si riconosca in un tessuto principiale ben definito. Lontani dallo stile dei conterranei IANVA, gli Egida Aurea si pongono comunque nell’ottica di chi vuole comunicare qualcosa: se il progetto di Mercy & D’Alterio mira, in maniera del tutto a-ideologica, allo scardinamento sistematico e salutare di una pletora di luoghi comuni circa il senso di appartenenza e la storia patria rilanciando quasi con prepotenza un idem sentire da tempo annacquato e, diciamolo francamente, dimenticato in ambito artistico, Egida Aurea assume connotati più eterei, collocandosi in una dimensione diremmo quasi mitica-mistica (“Theos Aniketos”, “Il giorno delle chimiche brume”), un’atmosfera di aurea -per l’appunto- decadenza svincolata dal piano della “Italianità” e più propriamente afferente a un piano eroico dai connotati generici (si vedano il testamento spirituale dell’ultimo fuciliere di “Storia di una rondine”, o le atmosfere plumbee de “L’Ottobre nero di Mosca”).

Nell’attesa di un CD di lunga durata, “Storia di una rondine” funge da ottimo apripista e biglietto da visita per un gruppo che ha sicuramente molto da dire e che con ogni probabilità saprà sorprenderci anche in futuro.

Tracklist:

1- Storia di una rondine

2- L’Ottobre nero di Mosca

3- Il giorno delle chimiche brune

4- Theos Aniketos

Postato da: CircoloDellaVela a 21:30 | link | commenti |

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